Laserterapia

 

L.A.S.E.R , è l'acronimo inglese di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation (amplificazione della luce tramite l'emissione stimolata di radiazioni) . La prima applicazione medica del laser risale al 1962, quando si è utilizzato un laser a rubino per la saldatura della retina nell'occhio. Ma è stato con l'invenzione del laser a CO2, la cui radiazione è fortemente assorbita dall'acqua, che si è aperto, dopo il 1967, il vasto campo delle applicazioni chirurgiche. La disponibilità di fibre ottiche ha poi consentito, a partire dal 1974, di combinare le tecniche laser con quelle dell' endoscopia convenzionale.

Le applicazioni mediche del laser si basano principalmente sulle proprietà di assorbimento della radiazione da parte di alcuni costituenti essenziali del corpo umano, quali l'acqua ed il sangue, e di alcuni pigmenti come ad esempio la melanina. Lo sviluppo della tecnologia e la sempre maggiore comprensione dei fenomeni legati all'interazione tra radiazione laser e tessuti, hanno portato alla sempre più ampia diffusione del laser come apparecchiatura medica in una vasta gamma di settori.

I primi laser impiegati in dermatologia erogavano onde continue, concentrando un' alta energia su di una piccola area cutanea per fotocoagulare e vaporizzare neoformazioni e malformazioni vascolari e per rimuovere lesioni epiteliali, peraltro estendendo il loro effetto termico anche ai tessuti sani circostanti, arrecandovi cosi danno. Nell'ultimo decennio, con il miglioramento di alcuni parametri, quali la durata e l'intensità dell'impulso, e la frequenza di ripetizione, è stato consentito ad opportune lunghezze d'onda, di produrre danni selettivi su definite strutture patologiche senza indurre rilevanti lesioni sui tessuti circostanti sani (fototermolisi selettiva).

Una delle prime applicazioni del laser in campo dermatologico è stata la possibilità di asportare mediante laser CO2 affezioni benigne della pelle con ottimi risultati anche per quanto riguarda il decorso post-operatorio. La tecnica laser oggi è impiegata in dermatologia per il:

- trattamento di teleangectasie e di angiomi (in cui si ha l'assorbimento selettivo delle zone pigmentate di rosso);

- l'eliminazione di tatuaggi;

- trattamento delle rughe e cute danneggiata dal sole (skin resurfacing);

- rimozione dei peli superflui;


Trattamento laser Trattamento laser
Nevo flammeo trattato con una sola seduta a 532 nm.
Prima del trattamento e dopo 6 settimane dal trattamento.
Depilazione laser prima del trattamento e dopo un mese dal trattamento

Infatti, la depilazione laser, che ha come principale cromoforo target la melanina, si è giustamente proposta all'attenzione degli operatori del settore per alcuni vantaggi rispetto alle usuali tecniche: maggiore affidabilità e minore incidenza di effetti secondari. Per i dermatologi, sempre più attenti ad ottenere risultati pienamente soddisfacenti dal punto di vista estetico, i laser sono diventati strumenti di terapia chirurgica e medica alternativi.

Laser a colorante organico (Dye laser)

Rispetto ai primi modelli che utilizzavano una lunghezza d'onda di 577 nm, i dye laser attuali impiegano un raggio di 585 nm che permette una migliore penetrazione nei tessuti a parità di specificità per il cromoforo. I manipoli più recenti permettono inoltre l'emissione di impulsi fino a 10mm di diametro e le maggiori dimensioni del raggio consentono di abbreviare significativamente i tempi di trattamento e di incrementare ancor di più la profondità di penetrazione del raggio stesso. L'energia erogata si aggira sui 6.0 - 7.0j/cm2 in caso di utilizzo di manipoli di misura intermedia (5-7 mm di diametro). In genere sono necessari multipli trattamenti che vanno effettuati ogni 6-8 settimane. In contrasto con i promettenti studi iniziali, che riportavano un'alta percentuale di rimozioni complete, casistiche più recenti hanno evidenziato una frequenza più elevata di risposte incomplete anche dopo multipli trattamenti.

Le due variabili che incidono maggiormente sull' efficacia della terapia sono la sede dell'angioma e il grado di maturazione ed ipertrofia della lesione stessa. Gli angiomi localizzati agli arti inferiori sono infatti gravati da un maggior rischio di insuccesso rispetto a quelli localizzati al volto e al collo, così come quelli più maturi ed ipertrofici presentano una significativa percentuale di ricorrenza (circa il 50%), anche dopo 3-4 anni dal trattamento. La spiegazione di questo fenomeno risiede nella tecnologia stessa del laser a colorante che non permette la distruzione totale dei vasi più profondi dai quali riparte il processo angiogenetico. Il dye laser viene anche utilizzato con successo per il trattamento delle teleangectasie ed in particolare di quelle più sottili, come ad esempio le fini teleangectasie rosse della couperose, per le quali resta a tutt'oggi il trattamento di elezione. Non altrettanto significativa è la risposta nel caso di telengectasie "blu".

 

Laser Q-Switched

Laser Q-SwitchedLa finalità essenziale degli studiosi di laser e degli operatori sanitari del settore è stata sempre quella di ottenere con un'unica apparecchiatura 1'erogazione di lunghezze d'onda variabili che consentissero il trattamento di patologie diverse per qualità di pigmento. Ci sembra che questo obiettivo si sia quasi raggiunto con l'introduzione sul mercato di Medlite C6.

La cavità del Laser Medlite è costituita dall'asta Nd:Yag, Qswitch, specchietto anteriore e posteriore, e polarizzatori intracavità.
Una volta che il braccio laser abbandona la cavità viene trasportato attraverso il braccio articolato a 1064 nm oppure a 532 nm o ne viene convertita la frequenza a 585 nm o a 650 nm con le manopole di Multilite Dye Laser.

Il Q-Switching funziona come otturatore estremamente veloce. Consente al braccio del Nd:Yag di immagazzinare una grossa quantità di energia. Un impulso a corto voltaggio è applicato al Q-switch che modifica le sue capacità di attraversare la luce polarizzate. La modifica consente al singolo impulso ad elevata energia e velocità di uscire dalla cavità.

Il Medlite C6 possiede 4 lunghezze d'onda:

1064 nm >> selettivo per la rimozione dei peli superflui (ipertricosi) e per l'eliminazione dei tatuaggi neri.
650 nm >>
selettivo per i tatuaggi verdi e per le lesioni pigmentate dell'epidermide.
585 nm >>
selettivo per i tatuaggi blu e per le lesioni vascolari.
532 nm >> selettivo per i tatuaggi rossi, per le lesioni pigmentate dell'epidermide, per le lesioni vascolari.

Doppia frequenza. La luce a 1064 nm viene fatta passare attraverso un cristallo di KD*P (potassio diidrogeno fosfato) creando una nuova lunghezza d'onda elettromagnetica coerente pari alla metà della lunghezza d'onda iniziale. Il raggio verde è molto utilizzato clinicamente per l'assorbimento della ossiemoglobina e della deossiemoglobina a 532 nm. Multilite Manopole Dye Laser. Le manopole Multilite Dye Laser sono esclusivamente allo stato solido in contrapposizione alle convenzionali del Dye Laser che sono allo stato liquido; il che lo rendo più sicuro e conveniente. Il pannello di controllo Medlite C6 è semplice da usare. Le 4 lunghezze d'onda sono selezionate dal pannello di controllo. La rimozione dei tatuaggi con Laser Q-Switched offre 2 vantaggi principali: causa meno dolore e soprattutto non determina quasi mai l'insorgenza di esiti cicatriziali.


Ultrasuoni

Trovano indicazione nel trattamento delle adiposità distrettuali e della panniculopatia edemato-fibroscleratica (cellulite).

Mesoterapia


E' la terapia più utilizzata e conosciuta per il trattamento della cellulite.

Pulizia del viso estetica e curativa


Indicata come norma igienica soprattutto negli stati pre-acneici, ma anche come coadiuvante nella terapia dell'acne.