Fototerapia

La FOTOTERAPIA, ha acquisito un ruolo preminente in dermatologia, rappresentando per unanime riconoscimento il trattamento di scelta per alcune dermatosi prima difficilmente controllabili. La nostra esperienza, che dura ormai da 25 anni ed è confortata da numerosi studi della letteratura mondiale ci ha permesso di valutare a pieno pregi e limiti di tale metodica.

Essa supera alcune difficoltà tipiche di vecchi trattamenti (come l'ospedalizzazione obbligatoria, l'uso di pomate, bendaggi poco pratici e sgradevoli, costi elevati) e si pone ormai come alternativa valida per la cura di malattie ad alto impatto sociale, come la psoriasi

I raggi ultravioletti (radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti) sono da lungo tempo impiegati in campo dermatologico.

 

FOTOTERAPIA UVB a banda stretta

Dalla fine degli anni 80 sono utilizzate delle lampade nuove che nel range UVB hanno un peculiare picco di emissione intorno a 311-313 nm. Gli studi che da allora sono stati realizzati hanno permesso di definirne i principali impieghi terapeutici e soprattutto i principali vantaggi rispetto ai trattamenti che utilizzano il tradizionale UVB a banda larga.

Il nuovo UVB è stato utilizzato anche nel trattamento della vitiligine dove risulta essere più efficace di quello a banda larga, con migliore compliance ed effetti secondari più accettabili.


Trattare esclusivamente le aree affette presenta numerosi vantaggi:

  • Riduce la dose totale di esposizione del soggetto agli UVB; la dose viene regolata a seconda della quantità di cute affetta,
    diminuendo enormemente il rischio di sviluppare neoplasie cutanee;
  • Non aumenta il contrasto tra cute sana e chiazze vitiligoidee.
  • Permette di diversificare l'intensità e la quantità totale di UVB a seconda della regione corporea da trattare.

 

MICROFOTOTERAPIA

La MICROFOTOTERAPIA della vitiligine viene effettuata con apparecchiature specializzate in grado di irradiare superfici cutanee con spot ben definiti di UVB a 311nm risparmiando in tal modo aree cutanee non affette.
Tale metodica consente l'irradiazione di piccole aree rotondeggianti (1 cm di diametro) con pacchetti di radiazione di piccole aree definiti precedentemente dall' operatore.

Una volta determinata la dose necessaria al trattamento della chiazza vitiligoidea, viene regolata la durata dello spot luminoso e ripetuto su tutta la chiazza in modo da irradiarla uniformemente. Le dosi di fotoni da utilizzare variano in base alle regioni corporee da trattare: zone di maggiore resistenza, gomiti, mani, piedi, ginocchia, vengono irradiate con dosi doppie rispetto a zone più sensibili, viso, collo, genitali. Le sedute si ripetono ogni 25/30 giorni e vengono interrotte al raggiungi mento della pigmentazione. La durata del trattamento può variare dai 2 mesi ai 2 anni e dipende principalmente dalla localizzazione delle chiazze (il viso e il tronco ripigmentano di solito prima degli arti) e dal comportamento clinico della vitiligine nelle fasi iniziali della terapia.

Una ripigmentazione si osserva di solito dopo 3/4 mesi dall'inizio della terapia con la comparsa di una punteggiatura melanica di regola in corrispondenza degli osti follicolari. I risultati clinici vengono misurati attraverso un confronto fotografico a intervalli regolari. Non sempre è agevole, soprattutto nei soggetti con fototipo chiaro, quantificare con precisione le aree e l'estensione della vitiligine; utilizzando la luce di Wood si aumenta il contrasto tra cute sana e vitiligoidea consentendo quindi un trattamento mirato alle sole aree affette. La microfototerapia è indicata in particolare in soggetti affetti da vitiligine segmentale o in pazienti con vitiligine simmetrica bilaterale in cui la superficie affetta non superi il 40%. La microfototerapia è ben tollerata, non comporta effetti avversi locali o sistemici ad eccezione, occasionalmente, di un eritema di breve durata. Il rischio cancerogeno della microfototerapia è di molto inferiore rispetto alla PUVA terapia essendo legato alla dose totale di radiazione ricevuta dal paziente.